mercoledì 30 marzo 2011

Politici indagati

Prendendo come spunto alcune frasi di Cruciani alla zanzara del 24/03/2011 sugli indagati in politica, si spiega come in Italia chi vota per B. riesce a giustificare l'ingiustificabile, ascoltate:



"a me che uno sia indagato non mi interessa"
...
"ma lei vuole la ghigliottina"
...
"le candidature le decidano i magistrati attraverso gli avvisi di garanzia"
...
"ma essere indagati non significa essere colpevoli"
...
"ma è una persona che fa politica da più di vent'anni"

Davvero mi piacerebbe sapere da chi la pensa cosi se la presunzione d'innocenza, quindi non una certezza, debba prevalere sull'interesse collettivo, ovvero essere amministrati da persone di specchiata onestà:
Art. 54
"I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge."
perché chi ha l'onere e l'onore di una carica pubblica deve essere sempre al di sopra di ogni sospetto. Parafrasando una battuta di Piercamillo Davigo - se una persona è indagata per pedofilia solo di primo grado, chi gli affiderebbe la propria figlia per accompagnarlo a scuola? - se un politico è indagato solo di primo grado (anzi meglio: senza che si sia giunti a giudizio) per peculato, o truffa, gli affideresti un ministero o anche un sottosegretariato?
Non si tratta di ghigliottina ma di una semplice precauzione: quella di sapere in che mani si mettono le istituzioni, e questa è la cosa più importante, quindi trovo abbastanza stupido il ragionamento che i magistrati decidono le candidature attraverso gli avvisi di garanzia. Essere indagati non significa essere colpevoli questo vale sia per il cittadino, sia per il politico che non si deve fare scudo della sua posizione dalla lunga mano delle legge.
Per queste ragioni penso che se un politico viene indagato o condannato non deve godere di leggi che lo proteggano dall'azione dei giudici, semmai concordo con quanti sostengono che in questi casi l'iter processuale dovrebbe avere una corsia preferenziale in quanto prima si chiarisce e meglio è per tutti. Se poi il soggetto fa politica da più di vent'anni, bene: E' l'ora che sgombri il campo in quanto la politica non è un mestiere, ma deve servire i cittadini.

lunedì 28 marzo 2011

A che servono i politici

Spesso ascolto la trasmissione radiofonica "La Zanzara" in onda tutti i giorni dal lunedì al venerdì su Radio24 dalle 18:30 alle 21:55. Una volta trovavo interessante il programma perché dava voce alla gente comune che poteva intervenire in trasmissione e commentare i fatti del giorno e l'attualità, insomma dava un idea di quello che si muoveva nella pancia di molti italiani. Ultimamente la mia passione per la trasmissione è scemata, infatti spesso il conduttore, Giuseppe Cruciani, viene contestato in diretta perché secondo molti, e anche secondo me, la trasmissione è diventato più una specie di cabaret dove si da molto, troppo spazio, ad artisti, che spesso è gente senza ne arte ne parte, tutto questo a scapito degli interventi degli ascoltatori che ormai sono cosa assai rara. Tuttavia talvolta qualche ospitata ci dà l'occasione di gettare un pò di luce su chi sono i nostri politici e cosa facciano, ad esempio ascoltate Grassano (link), uno del gruppo dei "responsabili", che facendo parte della commissione esteri non sa nemmeno quali sono le capitali di alcuni stati Europei:





Oppure Daniela Santanché in un'altra delle sue "memorabili" uscite (link):


Non parliamo poi di quando Cruciani manda in onda una "celebre" battuta del ministro per l'attuazione del programma (?) Gianfranco Rotondi: "In politica le dichiarazioni valgono solo nel momento in cui si fanno" cosi ci possiamo spiegare perché i nostri politici sono abituati a dire tutto e il contrario di tutto...
Questi sono i nostri politici, e quindi non c'è da meravigliarsi se siamo con l'acqua alla gola.

sabato 26 marzo 2011

Le tasse le pagano sempre i soliti, per i furbi è optional.

Ho ascoltato questo sfogo di Oscar Giannino in chiusura della sua trasmissione “nove in punto” di giovedì 24 marzo:



in linea di principio sono d’accordo con quanto sostenuto, e oltretutto non mi suona affatto nuovo il pensiero del giornalista, ma c’è un però: Egli ha sostenuto a più riprese che l’elevata pressione fiscale sia uno dei motivi di fondo dell’ampia evasione fiscale nel nostro paese, per cui se si abbassassero le tasse molti evasori sarebbero propensi a rientrare nella legalità. Potrebbe esserci un fondo di verità in questo ragionamento ma mi permetto di dubitarne e il perché è spiegato bene nella parte conclusiva di questo post del buon Paolo:

“E' evidente che l'azienda, specialmente se piccola, che per tre bilanci consecutivi chiude senza utili è un peso sulle spalle dell'imprenditore che la possiede, e lo carica di preoccupazioni e spese che gli impediscono di godere adeguatamente degli agi che molto spesso lo stesso imprenditore esibisce. Come le varie lussuose auto tedesche che vi sorpassano lungo il percorso casa lavoro,  le tante imbarcazioni battenti bandiere improbabili che affollano i nostri porti turistici, le ville e gli attici di pregio il cui mercato sembra non conoscere crisi, le escort che tanto van di moda, le vacanze esotiche e le "cene di lavoro" in locali esclusivi. Tutte cose nelle quali non è infrequente vedere "investiti" più soldi che nei macchinari dell'azienda, in R&S, in innovazione, sviluppo e marketing.”

Da questo emerge l’innata furbizia e mancanza di senso civico degli italiani sempre pronti a prendere e mai a dare, che viene a galla in ogni contesto. Tanto per dare un idea è esperienza comune quella di fare una visita specialistica presso uno studio medico privato e che al momento di presentarti il conto il medico ti fa la proposta che, se non si vuole la fattura sono 100 (ovvero senza IVA), con la fattura sono 120. Quindi in ogni caso il medico ci guadagna sempre, anzi senza fattura ci guadagna di più perché non risulterà nella dichiarazione dei redditi. Ma il meglio viene quando poi si scopre che il medico esercita anche la professione in un ospedale pubblico! Quello che ho appena descritto è un episodio che mi è capitato.
La spesa pubblica è sostenuta in larga parte da coloro che in qualità di lavoratori dipendenti con un contratto regolare, non possono sottrarsi come altre categorie dal pagare le tasse fino all'ultimo centesimo.

martedì 22 marzo 2011

Sul ritorno dell'Italia al nucleare

Abbiamo perso il treno 20 anni fa con il referendum e riprendere un filo interrotto dopo così tanto tempo, e dopo aver buttato via un sacco di soldi con la chiusura delle centrali, è una cosa inutile e dispendiosa.
La disponibilità dell’uranio, la materia prima che è alla base del funzionamento di una centrale atomica, è scarsa e si stima che abbiamo una autonomia di 50, 80 anni. Anche immaginando che le centrali da noi vengano costruite in 10 anni (e sono buono per come vanno le cose da noi ne immagino il doppio) avremo dai 40 ai 70 anni di autonomia, per cui l’approssimarsi dell’esaurimento delle miniere si assisterà ad un’impennata del prezzo del combustibile nucleare.
Eppoi, contrariamente a quanto si sostiene, le centrali nucleari producono scorie che rimarranno radioattive per migliaia di anni e checche se ne dica non si è ancora trovato un modo per stoccarle in modo sicuro. Le centrali nucleari, una volta spente, comporteranno notevoli problemi e costi nello smantellamento in quanto molte loro parti saranno radioattive. E ancora: le centrali saranno anche sicure ma la sicurezza al 100% non esiste e nella più remota fuga radioattiva l’ambiente rimarrà contaminato per molto tempo. Le persone, la flora, la fauna subiranno le conseguenze genetiche dovuta all’esposizione delle radiazioni per colpa dei nostri errori e della nostra fame di energia. Per queste ragioni non ritengo giusto affrontare simili seppur remoti rischi. E che siano remoti lo dimostrano gli incidenti di Three mile Island, Chernoyl, Fukushima, e molti altri incidenti minori.
Ma la considerazione principe che faccio però è che comunque sia i combustibili fossili, come per l’uranio sono, nel volgere di qualche decennio, destinati ad esaurirsi. Per questo motivo ritengo giusto impegnarsi nella ricerca delle fonti di energia alternativa, non capisco perché, tanto per dirne una, la fusione nucleare fredda è stata tacciata come stregoneria (1,2,3) senza che si sia approfondita la questione se non da pochi scienziati non appoggiati dalla scienza ufficiale.
Per la gioia dei fans del nucleare il tempo di decadimento delle scorie radioattive.

Federalismo e Lega


Non può non fare riflettere osservare che in questo 150 esimo anniversario dell’unità d’Italia il più grave deficit del nostro paese è il divario che dal 1861 continua a separare il meridione dal resto del paese. E’ ancora più grave se guardiamo alla Germania che in vent’anni è riuscita a far recuperare in buona parte all’ex DDR il gap che aveva al momento della riunificazione.

A partire da queste osservazioni, e non da ora, è evidente che è il momento di CAMBIARE visto e considerato il fallimento di tutte le politiche che, soprattutto nel dopoguerra, hanno cercato vanamente di far decollare il meridione. In questa ottica il federalismo, il cavallo di battaglia della lega, può contribuire a dare una sterzata, perché la ricchezza prodotta sul territorio rimarrebbe in una buona percentuale a disposizione degli amministratori locali e la gestione di questa permetterà ai cittadini di giudicarli in maniera più trasparente, senza che cosi si accampi scuse dei propri fallimenti per la colpa di altri. La parte restante della ricchezza prodotta nel territorio dovrebbe poi essere impiegata in un fondo nazionale da usarsi per politiche, infrastrutture, investimenti, solidarietà di respiro nazionale.

Quello che trovo intollerabile della lega sono tutti gli atteggiamenti provocatori e secessionisti come la vicenda della scuola di Adro riempita di simboli leghisti, le parole di Bossi sulla bandiera, i consiglieri leghisti della regione Lombardia che in arrivano ritardo per non dover ascoltare l’inno di Mameli: LE ISTITUZIONI CHE I LEGHISTI PRESIEDONO SONO QUELLE DELLA REPUBBLICA ITALIANA E A QUESTA E AI SUOI SIMBOLI DEBBONO RISPETTO, ALTRIMENTI CHE RASSEGNINO LE DIMISSIONI, E ACCOMODINO PURE I LORO POSTERIORI NELLE POLTRONE DELLE ISTITUZIONI DELLA INESISTENTE PADANIA.
Eppoi nelle guerre di indipendenza molti hanno dato la vita per l’unità perciò, pur con tutti i difetti del nostro paese, non potrei quindi accettare una nazione diversa da quello di ora perché sarebbe un tradimento alla loro memoria. Inoltre credo giusto che in un mondo sempre più competitivo e globalizzato, dove le piccole realtà avranno sempre più difficoltà a farsi strada, l’idea di avere una Europa unita politicamente può competere con giganti come la Cina, l’India, il Brasile, gli Stati Uniti ad armi pari. Per questo l’idea secessionista agitata dai leghisti mi pare assolutamente fuori luogo. E per questo se qualche anno fa dei valori dell'unità e della bandiera non mi interessavo molto, oggi con le sparate della lega voglio issare il tricolore sempre più in alto.
Una scuola vicino a casa mia con il tricolore ben esposto.

giovedì 10 marzo 2011

Che errore nokia 2

Leggo da Repubblica

Il miliardo di dollari a Nokia
per fermare l'ascesa di "Android"

Nokia da paladina dell'open source con il suo Symbian a paladina del closed source con l'accordo con Microsoft.

Ps a Microsoft il S.O. di Google con un cuore Linux da proprio fastidio:

(Fonte http://leganerd.com/2010/11/12/le-quote-di-mercato-di-android-al-255/)

 

In ospedale

Stamane ho portato mio figlio di 3 anni e mezzo a fare una visita da un podologo. Convinto che fosse esente (vista l'età inferiore ai 6 anni) sono andato allo sportello dei ticket dell'ospedale per espletare la formalità del caso e l'impiegata dello sportello ha rettificato la mia convinzione:

Cittadini di età inferiore a sei anni e superiore a sessantacinque anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro.

Non sapendo se il reddito complessivo fosse superiore o meno a quella cifra ho optato per il pagamento del ticket in alla macchina automatica in quanto sprovvisto di Bancomat.

L'episodio mi ha fatto riflettere su due aspetti:
Il primo: dovrei sempre avere con me (quando mi capita di avere a che fare con la sanità) il cud o il 730 dell'anno precedente anzi nel mio caso del 2009 perché la dichiarazione dei redditi del 2010 la si fa a giugno. Inoltre trovo ingiusto ragionare sempre sul Lordo e non sul Netto che è quello che realmente posso spendere.
Il secondo: ricordarsi di portare con se una carta di credito o bancomat per non ammattire con le macchinette, in quanto gli impiegati addetti non sono autorizzati a ricevere denaro contante.

giovedì 3 marzo 2011

W la libertà di scelta

Stamattina mi sono trovato questo promozione tra le mie Email
la cosa mi ha fatto arrabbiare perché in abbinamento con i computer viene quasi sempre fornito preinstallato un sistema operativo della microsoft che costa molte decine di euro, mentre spesso l'utente è così pigro da non rendersi conto che avrebbe la possibilità di sceglierne uno gratuito che non ha niente da invidiare a quelli della microsoft, e che permetterebbe un notevole risparmio sull'acquisto della macchina. Basterebbe che i produttori di Pc e Notebook dessero la libertà di scelta: O acquistarlo con Hard disk vuoto o con sopra il SO della casa delle "finestre".