martedì 22 marzo 2011

Federalismo e Lega


Non può non fare riflettere osservare che in questo 150 esimo anniversario dell’unità d’Italia il più grave deficit del nostro paese è il divario che dal 1861 continua a separare il meridione dal resto del paese. E’ ancora più grave se guardiamo alla Germania che in vent’anni è riuscita a far recuperare in buona parte all’ex DDR il gap che aveva al momento della riunificazione.

A partire da queste osservazioni, e non da ora, è evidente che è il momento di CAMBIARE visto e considerato il fallimento di tutte le politiche che, soprattutto nel dopoguerra, hanno cercato vanamente di far decollare il meridione. In questa ottica il federalismo, il cavallo di battaglia della lega, può contribuire a dare una sterzata, perché la ricchezza prodotta sul territorio rimarrebbe in una buona percentuale a disposizione degli amministratori locali e la gestione di questa permetterà ai cittadini di giudicarli in maniera più trasparente, senza che cosi si accampi scuse dei propri fallimenti per la colpa di altri. La parte restante della ricchezza prodotta nel territorio dovrebbe poi essere impiegata in un fondo nazionale da usarsi per politiche, infrastrutture, investimenti, solidarietà di respiro nazionale.

Quello che trovo intollerabile della lega sono tutti gli atteggiamenti provocatori e secessionisti come la vicenda della scuola di Adro riempita di simboli leghisti, le parole di Bossi sulla bandiera, i consiglieri leghisti della regione Lombardia che in arrivano ritardo per non dover ascoltare l’inno di Mameli: LE ISTITUZIONI CHE I LEGHISTI PRESIEDONO SONO QUELLE DELLA REPUBBLICA ITALIANA E A QUESTA E AI SUOI SIMBOLI DEBBONO RISPETTO, ALTRIMENTI CHE RASSEGNINO LE DIMISSIONI, E ACCOMODINO PURE I LORO POSTERIORI NELLE POLTRONE DELLE ISTITUZIONI DELLA INESISTENTE PADANIA.
Eppoi nelle guerre di indipendenza molti hanno dato la vita per l’unità perciò, pur con tutti i difetti del nostro paese, non potrei quindi accettare una nazione diversa da quello di ora perché sarebbe un tradimento alla loro memoria. Inoltre credo giusto che in un mondo sempre più competitivo e globalizzato, dove le piccole realtà avranno sempre più difficoltà a farsi strada, l’idea di avere una Europa unita politicamente può competere con giganti come la Cina, l’India, il Brasile, gli Stati Uniti ad armi pari. Per questo l’idea secessionista agitata dai leghisti mi pare assolutamente fuori luogo. E per questo se qualche anno fa dei valori dell'unità e della bandiera non mi interessavo molto, oggi con le sparate della lega voglio issare il tricolore sempre più in alto.
Una scuola vicino a casa mia con il tricolore ben esposto.

3 commenti:

Che ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Che ha detto...

Leggi questo, non aggiungo altro
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=8294&ID_sezione=&sezione=
Ad Maiora

Michele Reccanello ha detto...

Grazie per il discorso di JFK che mi hai sottoposto. Non lo conoscevo, lo conserverò tra le cose care.

Saluti.