martedì 22 marzo 2011

Sul ritorno dell'Italia al nucleare

Abbiamo perso il treno 20 anni fa con il referendum e riprendere un filo interrotto dopo così tanto tempo, e dopo aver buttato via un sacco di soldi con la chiusura delle centrali, è una cosa inutile e dispendiosa.
La disponibilità dell’uranio, la materia prima che è alla base del funzionamento di una centrale atomica, è scarsa e si stima che abbiamo una autonomia di 50, 80 anni. Anche immaginando che le centrali da noi vengano costruite in 10 anni (e sono buono per come vanno le cose da noi ne immagino il doppio) avremo dai 40 ai 70 anni di autonomia, per cui l’approssimarsi dell’esaurimento delle miniere si assisterà ad un’impennata del prezzo del combustibile nucleare.
Eppoi, contrariamente a quanto si sostiene, le centrali nucleari producono scorie che rimarranno radioattive per migliaia di anni e checche se ne dica non si è ancora trovato un modo per stoccarle in modo sicuro. Le centrali nucleari, una volta spente, comporteranno notevoli problemi e costi nello smantellamento in quanto molte loro parti saranno radioattive. E ancora: le centrali saranno anche sicure ma la sicurezza al 100% non esiste e nella più remota fuga radioattiva l’ambiente rimarrà contaminato per molto tempo. Le persone, la flora, la fauna subiranno le conseguenze genetiche dovuta all’esposizione delle radiazioni per colpa dei nostri errori e della nostra fame di energia. Per queste ragioni non ritengo giusto affrontare simili seppur remoti rischi. E che siano remoti lo dimostrano gli incidenti di Three mile Island, Chernoyl, Fukushima, e molti altri incidenti minori.
Ma la considerazione principe che faccio però è che comunque sia i combustibili fossili, come per l’uranio sono, nel volgere di qualche decennio, destinati ad esaurirsi. Per questo motivo ritengo giusto impegnarsi nella ricerca delle fonti di energia alternativa, non capisco perché, tanto per dirne una, la fusione nucleare fredda è stata tacciata come stregoneria (1,2,3) senza che si sia approfondita la questione se non da pochi scienziati non appoggiati dalla scienza ufficiale.
Per la gioia dei fans del nucleare il tempo di decadimento delle scorie radioattive.

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