martedì 7 giugno 2011

Perché sono per la gestione esclusivamente pubblica dell’acqua


L’amico blogger Feliciano, a proposito di referendum, scrive per quello che riguarda i 2 quesiti sull’acqua:
“… In ogni caso, su quei due quesiti io non avrò problemi.
Li avrò, invece, sugli altri due che riguardano l’acqua. Alla fine ho deciso che voterò sì, ma non è stato un percorso lineare.
Il fatto è che io ho sotto gli occhi quando avviene dalle mie parti. Uno è una società che al 52% è detenuta dal comune (di centrodestra) nel quale risiedo e per il restante 48% da privati (uno dei due è pure straniero) e, tutto sommato, c’è poco da lamentarsi per la sua attività, le tariffe sono tra le più basse in tutta la regione. L’altro gestore è detenuto al 100% da Comuni (in maggioranza di centrosinistra) che si trovano nel resto della provincia e in una limitrofa: i cittadini non ne sono affatto contenti, le tariffe non sono così basse, ci sono parecchi problemi da risolvere. Insomma, sarà un caso, ma dalle mie parti il modello virtuoso è quello che il referendum tenderebbe ad abrogare.”

Per come la vedo io l’acqua è un bene primario e un servizio efficiente deve distribuire l’acqua a tutti i cittadini, provvedere alla manutenzione della rete e al suo ammodernamento, e al cittadino dovrebbe essere fatta pagare una bolletta che comprenda in questa il consumo del bene, la spesa per la gestione della rete e del personale relativo, insomma non dovrebbe generare alcun profitto. Alla fine della solfa, se il servizio pubblico fosse efficiente, dovrebbe risultare che:

incassi bollette – spese per gestione, manutenzione, investimenti,  personale = 0

e questo mal si concilia con la gestione della rete da parte dei privati che giustamente si prenderebbero questa briga solo se c’è un guadagno che finirebbe con l'incidere sulla bolletta dell’utente. Quando Feliciano sostiene che le tariffe sono le più basse della regione, come nel primo caso da lui citato, siamo sicuri che, se fosse il servizio esclusivamente pubblico e gestito lo ripeto, con efficienza, quelle bollette non sarebbero ancora più basse?
E’ colpa dei cittadini se ad esempio nella regione in cui abitiamo, la Toscana, ci sono 10 ATO?
Per esempio, è successo nel mio condomino, che se chiami il gestore della rete idrica della mia zona perché c’è una perdita a monte dei contatori questi ti rispondono che il problema riguarda il condominio stesso. Probabilmente ci sono delle ragioni particolari che non conosco se il gestore non vuole intervenire all’interno di un condominio, ma quell’acqua perduta non è pagata da nessuno e questo si traduce in uno spreco di un bene pubblico. Non dovrebbe quindi essere interesse del gestore, e in ultimo della collettività, intervenire in questi casi?

Per come la vedo io le risposte sono da ricercare, nel primo quesito nella pervasività della politica che ha generato dei “poltronifici” per trombati – mi dispiace dire questo ma è la realtà della mia regione e ho la pretesa che il presidente Enrico Rossi, che già aveva sollevato il tema, batta un colpo su questo - con gli ATO e dei “postifici” nelle aziende idriche, e nel secondo nella complessità burocratica, i famosi lacci e laccioli, che impediscono in questo paese che non si riesca a muovere foglia senza che si generi un terremoto. Penso che le bollette dell’acqua, della luce (vedi voce in bolletta fonti rinnovabili e assimilabili), del gas, e dei rifiuti siano care per colpa della politica che si occupa di altro invece di dettare le giuste regole alla colletività.

Ecco quindi che se vogliamo che il nostro paese rialzi la testa bisognerà mettersi in testa che bisogna rimboccarsi le maniche per far si che la politica torni a fare l’interesse, non dei suoi adepti, ma della collettività e che sia in grado di dargli nuove e più efficienti regole. 

UPDATE DOVEROSO in quanto l'amico blogger PaoloVE ha pubblicato un post che dal mio punto di vista è ben approfondito e articolato.

4 commenti:

nonunacosaseria ha detto...

le tue sono considerazioni corrette, ma mi sembra confermino i miei dubbi in proposito. ossia, non dipende dal fatto che il gestore sia pubblico o privato, ma che il gestore (pubblico o privato che sia) sia efficace ed efficiente o meno.

nonunacosaseria ha detto...

aggiungo una considerazione. il gestore interamente pubblico della mia provincia aveva programmato, prima del referendum, di privatizzare un 49% del capitale sociale.
per quale motivo?
perché da soli i comuni - che in questi anni hanno i problemi a tutti noti - non ce la fanno. per cui: o alzano ulteriormente le tariffe o aprono al privato. e il privato per quale motivo dovrebbe entrare se gli togli lo spazio di remunerazione? per mecenatismo?

insomma, si torna al discorso di prima. la questione è molto complessa. e se in linea astratta è vero che una tariffa più bassa è più facile realizzarla con il servizio interamente pubblico che non con il sistema delle partecipate, in linea concreta questo obiettivo dipende da tanti fattori.

ribadisco, in definitiva, la mia inadeguatezza a esprimermi su una materia tanto complessa.

PaoloVE ha detto...

@ nonunacosaseria:

credo che tu commetta due errori.

tra pubblico e privato, a parità di efficienza c'è una differenza che il cittadino paga: l'utile di impresa (più altre voci accessorie non meno importanti - costi di gare, gestione e controllo, iva,...).

E quindi perchè pagare più dello stretto indispensabile per un diritto?

Se il pubblico apre al privato perchè in alcuni campi non ha competenze tecniche è un discorso, può essere giusto e necessario, ma se con le bollette non copre i costi di gestione deve semplicemente aumentare le bollette in modo da rendere il sistema sostenibile, esattamente come farà il privato in quel caso. Solo che il privato, oltre ai costi, in bolletta metterà anche il suo utile e qualcos'altro, com'è ovvio e giusto che sia...

Il privato non regala nulla agli utenti: quando qualcuno racconta che i comuni o alzano le bollette o aprono al privato come se fosse una alternativa racconta una bugia, perchè se è necessario alzare le bollette per il pubblico lo sarà anche per il privato che lo farà giustamente a maggior ragione.

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Caro Feliciano,
Non posso che concordare con Paolo, che tra l'altro si era espresso così:

...ma non vi viene il dubbio che se il pubblico per far bere uno deve dar da mangiare a tre, il privato dovrà fare lo stesso, e mangiarci sopra anche lui? Perchè lui deve guadagnarci, e se non darà das mangiare ai tre non si aggiudicherà l'appalto...

Se il problema sono gli abusi vanno affrontati gli abusi, secondo me, perchè se non si affrontano questi, cambierà la forma, ma gli abusi resteranno.