giovedì 8 marzo 2012

Buonsenso

Ne ha parlato, se pur in in altri termini anche l'amico Paolo. Dopo il disastro della Costa Concordia, ecco il decreto per le rotte a rischio. Ho ricevuto questa mail da GreenPeace:

Ciao ,
l’abbiamo chiesto e l’abbiamo ottenuto. Grazie alle mail di 34.571 cyberattivisti come te, il decreto sulle rotte a rischio è stato emanato dal ministro dei Trasporti, Passera, in collaborazione con il ministro dell’Ambiente, Clini. Il decreto garantirà che disastri come quello della Costa Concordia non minaccino più aree protette.

Dal 1 marzo 2012 navigazione, ancoraggio e sosta per tutte le navi merci e passeggeri di stazza superiore alle 500 mila tonnellate saranno vietati in una fascia di mare che si estende per due miglia marine dai limiti esterni di parchi e aree protette a livello nazionale, sia marine che costiere.

Non è tutto. Tra le norme ce n’è anche una che riguarda il Santuario dei Cetacei, dove il triste naufragio della Concordia è accaduto: l’obbligo di specifici sistemi di ritenuta di carichi pericolosi per tutte le navi in transito nell’area, ricca di balene e delfini. È in assoluto la prima importante misura di tutela per un Santuario che da anni chiediamo venga seriamente protetto.

Ha vinto la difesa del Mediterraneo. La vittoria è di  tutti voi che avete partecipato attivamente a questa campagna, aiutandoci a fare pressione sul Ministro. Grazie!

Il nostro lavoro naturalmente non finisce qui. È ora di pensare a come proteggere il Santuario al 100% e a come rimuovere il relitto della Concordia ancora lì, di fronte all’isola del Giglio, a minacciarne il fragile ecosistema marino. Abbiamo più che mai bisogno di te, sostienici subito con una donazione.



non ho potuto fare a meno di notare che in Italia bisogna decretare e decretare su qualsiasi cosa, anche su quello che il buonsenso dovrebbe suggerire di evitare di fare.
Perché trovarsi a 150 metri dalla spiaggia, non con una barca a remi, ma con un gigante come quello, pare scontato che non sia molto normale, ma tanto poi ci sarà qualcuno che se lo "fumera nella pipa" quel decreto...

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