martedì 26 luglio 2016

Il fornitore di merda

dialogo tra Mimì Augello e il commissario Salvo Montalbano tratto da "La luna di carta" di Andrea Camilleri.

"Mimì, è un'operazione da servizi. Di quelli che
travagliano nello scuro e sono seguaci di Stalin".
Mimì 'ngiarmò.
"Che c'entra Stalin?".
"Mimì, pare che Baffone diciva che se si da il caso
che un omo diventa un problema, abbasta eliminare
l'omo per eliminare il problema".
"E che ci accucchia?".
"Te l'ho già detto e te lo ripeto: l'unica è ammazzarlo
o farlo ammazzare, a questo spacciatore. Rifletti. Tu l'arresti
seguendo tutte le regole, ma quando ti trovi a stendere
il rapporto non puoi scriverci che lui è il responsabile
della morte di Nicotra e di Di Cristoforo".
"No?".
"No. Mimì, hai la testa cchiù dura di un calabrisi.
Il senatore Nicotra e l'onorevole Di Cristoforo erano
persone rispettabili, onorate, esempi di virtù, tutte
chiesa, politica, famiglia, mai fatto uso di droghe di nessun
genere. All'occorrenza, ci sarebbero diecimila testimoni
a loro favore. Allora tu ti tiri il paro e lo sparo
e arrivi alla conclusione che è meglio sorvolare sulla
faccenda dei morti, ci scrivi solo che l'hai arrestato
perché è uno spacciatore e basta. Ma se quello davanti
al pm si mette a parlare? E tira fuori i nomi di
Nicotra e Di Cristoforo?".
"Nessuno volontariamente si autoaccusa di due omicidi
macari se sono preterintenzionali! Che mi vieni a
contare?".
"Va bene, mettiamo che non si autoaccusa. Ma il rischio
che qualcun altro possa collegare lo spacciatore
alle due morti esiste sempre. Mimì, ricordati che
Nicotra e Di Cristoforo erano due omini politici che avevano
molti nemici. E la politica da noi, ma non solo
da noi, è l'arte di seppellire nella merda l'avversario".
"E io che c'entro con la politica?".
"C'entri, macari se non lo sai. In una facenna come
a questa ti rendi conto cosa rappresenti tu?".
"Che rappresento?".
"Il fornitore di merda".
"Mi pare eccessivo".
"Eccessivo? Dopo che si viene a scoprire che Nicotra
e Di Cristoforo facevano uso di droga e che per questo
sono morti, succede un unanime sputtanamento della loro
memoria che va di pari passo con l'elogio altrettanto
unanime per te che hai arrestato lo spacciatore.
Passati massimo massimo tre mesi, qualcuno, della stessa
parte politica di Nicotra e Di Cristoforo, comincia col
rivelare che Nicotra assumeva piccolissime dosi di
droga a scopi terapeutici e che Di Cristoforo faceva lo
stesso perché aveva l'unghia del piede incarnita.
Non di vizio si trattava, ma di medicina. A picca a
picca la loro memoria viene riabilitata e si comincia
a dire che sei stato tu a gettare fango sui due poveri morti".
"Io?!".
"Tu, sissignore, tu, operando un arresto perlomeno incauto".
Augello ristò muto e Montalbano ci mise il carrico di undici.
"Hai visto che gli sta capitando ai giudici di Mani pulite? Gli
viene rinfacciato che sono loro i responsabili dei suicidi
e delle morti d'infarto di alcuni imputati. Sul fatto
che gli imputati erano corrotti e corruttori e si meritavano il
carcere si sorvola: secondo queste anime belle il vero colpevole non è
il colpevole che, in un momento di vergogna, si suicida,
ma il giudice che l'ha fatto vergognare. E ora
basta parlare di questa storia, se l'hai capita,
l'hai capita. Se non l'hai capita, io non ho più gana di rispiegartela.
E ora lassami travagliare".

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